Studenti in visita a Cava Pontrelli Altamura …

La Giornata Nazionale del Paesaggio, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sarà un’occasione speciale di studio e di conoscenza per due classi del Liceo classico Cagnazzi di Altamura.

Per loro infatti, a margine di un incontro di preparazione presso Palazzo Baldassarre, sarà possibile visitare la Cava Pontrelli dove molte specie di dinosauri hanno lasciato le proprie impronte circa 80 milioni di anni fa. Oggi il sito, interessato da un intervento di ripulitura, documentazione e analisi della superficie a impronte e messa in sicurezza dei fronti di cava, ospita gli studenti altamurani in ambiti accessibili e sicuri, per assistere ai primi lavori in corso. Le classi saranno accompagnate in un percorso guidato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Città metropolitana di Bari e dall’Università di Bari alla riscoperta dei valori paesaggistici dei luoghi e ad un primo tentativo di immaginare il (paleo)paesaggio in cui ai tempi del Cretaceo si muovevano i dinosauri. Gli studenti, cui verrà chiesta una partecipazione attiva all’evento, potranno prendere spunto da quanto proposto per rielaborare video e testi sulla base delle proprie impressioni ed emozioni. L’iniziativa è promossa dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bari, dal Comune di Altamura e dall’Associazione Temporanea di Impresa aggiudicataria dei lavori di messa in sicurezza della Cava, che vede l’Università degli studi di Bari – Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali collaborare con Cobar, CoopCulture, EN.SU.  e Tesoro.

Cava Pontrelli

Cava Pontrelli si apre ad oriente di Altamura nel paesaggio argilloso che circonda la città. Sembra un elemento estraneo a quel territorio in quanto la cava ha messo in luce la stessa serie calcarea del Cretaceo che caratterizza il paesaggio dell’Alta Murgia. In questo particolare contesto nel 1999 è avvenuta la scoperta di orme di dinosauro su un ampio terrazzamento della cava, ormai dismessa. Si tratta della prima testimonianza in Puglia della presenza di questi grandi animali terrestri del passato che hanno camminato sulla più ampia e continua superficie ad orme mai scoperta in Italia.

Acquisita dal Comune di Altamura, la cava è ora oggetto di un intervento, finanziato dal MIBAC con la L. 190/2014, su progetto del Segretariato regionale del Ministero per i Beni e le Attività culturali per la Puglia e della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bari

(importo € 1. 000.000, 00), che prevede una prima sistemazione degli accessi alla cava, lo studio della paleosuperficie, una volta rimossi i detriti che la rivestono, per un inquadramento più puntuale dell’importante contesto paleontologico, e la messa a punto di un protocollo di conservazione e valorizzazione delle orme in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Il paesaggio delle suggestive alture dell’Alta Murgia cha fanno da sfondo a Cava Pontrelli, di cui è evidente il potenziale di attrattore culturale e turistico per il territorio, presenta diversi straordinari elementi di interesse per la tangibile stratificazione ultramillenaria della storia dei luoghi, dallo scenario più antico dell’ambiente in cui si muovevano i dinosauri, ben diverso dall’attuale, alle tracce del popolamento umano sin dalla Preistoria ( 150.000 anni fa – Uomo di Altamura – Grotta di Lamalunga), dalle architetture rurali in pietra – masserie e iazzi – fino al paesaggio attuale, segnato dalle attività di cava e dai relitti dei macchinari ancora in loco quale interessante esempio  di archeologia industriale. I lavori alla Cava potranno essere seguiti sul sito Internet dedicato www.dinosauridialtamura.it , in corso di allestimento e sui profili

SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LA CITTA’METROPOLITANA DI BARI

Complesso monumentale di S. Chiara Via Pier l’Eremita, 25/B  -70122 BARI

SOPRINTENDENTE Dott Luigi La Rocca   E-mail: sabap-ba@beniculturali.it

Comunicato Stampa a cura di Onofrio Bruno