Le donne più belle del mondo

“La bellezza salverà il mondo” ha scritto Dostoevskij . Una missione impegnativa che la dice lunga sul carico di inevitabili aspettative che si correlano alla sempre più sbandierata bellezza. Lo stesso Aristotele sembra avesse affermato che “La bellezza è la migliore lettera di raccomandazione”. Quasi superfluo dire che il tandem bellezza e raccomandazione rimandi a scenari attuali di vita. Il bello può essere declinato in varie forme: si va infatti dal bello nell’arte, al bello delle fattezze fisiche, fino ai neologismi di nuovo conio come il “bellessere” di cui ci occuperemo nel prosieguo . Ora però concentriamo il focus sul binomio donne e bellezza che ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro a poeti, romanzieri, compositori, pittori e chi più ne ha più ne metta. Si è cosi passati dalle donne idealizzate del “dolce stil novo”, alle avvenenti e smaliziate cortigiane, fino alle icone sensuali dei tempi nostri. Ma cosa rende una donna bella al punto da farle scalare la cima delle top ten? E quali sono le donne più belle del mondo? Perché se è vero che i canoni di bellezza femminile, in linea di massima, mettono un po’ tutti d’accordo, come si fa ad attribuire lo scettro di “reginetta” ad una miss piuttosto che ad un’altra? Vale ancora la sfida giocata all’ultimo centimetro del 90-60-90? O si avvertono “venti di cambiamento” come cantavano gli Scorpions negli anni ’90 [? Stando all’annuale classifica stilata dal settimanale statunitense “People”, promotore del premio “100 Beautiful People”, sembra proprio di sì. A fare da apripista nella primissima edizione del premio aperto alle donne: Michelle Pfeiffer. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, le miss che, via via, l’hanno seguita negli anni, non sono certo da meno. Se dunque ci hai accompagnato fino a qui, continua a seguirci, è proprio il caso di dire che ne vedremo delle belle!

Miss over 50: fantasia o realtà?

“Realtà” è la risposta che darebbe l’attrice Sandra Bullock pluripremiata tra Oscar e Golden Globe e nel 2015 anche in testa alla classifica stilata dal magazine People. Un simpatico scherzo del destino a giudicare dal ruolo dalla medesima interpretato nel film “Miss Detective”, in cui l’attrice vestiva i panni di una mascolina agente dell’F.B.I. che, per motivi di sicurezza, deve infiltrarsi proprio tra le aspiranti del concorso per Miss America.PUBBLICITÀ

Una “mission”, sulle prime, quasi “impossible” visto che non è da tutte passare per una concorrente credibile in una gara di bellezza, ma grazie all’intervento di un curatore d’immagine, la cosa diventerà possibile, sotto lo sguardo incredulo del collega e futuro fiancè. Cosa pensa la diretta interessata della sua bellezza? Sembra che nell’apprendere del riconoscimento, col quale ha letteralmente sbaragliato ventenni pin up, la Bullock sia scoppiata a ridere. A suo dire infatti “la vera bellezza è la tranquillità”.

Come si misura la bellezza di una donna?

Tra le reginette salite sul podio di bellissima mondiale, sempre secondo “People”, si annoverano: le attrici Julia Roberts, Gwyneth Paltrow, Jennifer Aniston e da ultimo anche la cantautrice Pink, ma cosa sta succedendo nella “stanza” dei giurati? Perché questa ripetitività nel conferimento dello scettro della più bella del “reame” mondiale a donne non giovanissime? Andando ad indagare sembra che i parametri di valutazione seguiti siano: bellezza, fascinoed eleganza.

Quindi, la bellezza è in ottima compagnia, e comunque con l’ingresso del fascino come quel “quid pluris”, si mette tutti a tacere, perché se definire la bellezza è impresa ardua, dire cosa sia il fascino lo è ancor di più. O meglio è un qualcosa che si percepisce, ma poi sfugge come un’anguilla a qualsiasi tentativo di contenerlo entro gli stretti margini del metro sartoriale o di un curvilinee. Messa così, la questione della bellezza, assume i contorni dell’impalpabilità, altro che curvilinee!

Dinnanzi al sorriso aperto e luminoso di Julia Roberts, forse nessuno starà lì a valutare se il taglio della bocca è più amplio della media. È una donna che cattura l’attenzione, punto e basta!

Il bellessere: cos’è?

Se il concetto di bellezza e di benessere sono alla portata di tutti, forse lo stesso non può dirsi per il termine “bellessere” di nuovo conio. L’autore di questo vocabolo che sembra il figlio legittimo del maschile benessere e della femminile bellezza, è uno psicologo del lavoro: Enzo Spaltro.

Secondo Spaltro la bellezza legata all’essere deve essere intesa come speranza di un benessere futuro. E per dirla con la Presidente AIDP (Associazione italiana direttori del personale) dell’Emilia Romagna e fondatrice della Fondazione Enzo Spaltro, “vivere tendendo al bellessere vuol dire considerare il futuro come un progetto di vita”, un progetto che dall’ambito più soggettivo si allarga poi a livello di comunità in cui il soggetto è inserito.

L’habitat di massima esplicazione del bellessere è quindi quello delle relazioni: una buona attitudine a relazionarsi crea una migliore qualità di vita, sia in ambito lavorativo che personale. E la copertina di People che ritrae Pink, la più bella del mondo 2018 secondo la sua classifica, sembra proprio andare nella stessa direzione. La cantante infatti, per la prima volta in 28 anni, non è sola in copertina, ma se si vuole con i coprotagonisti del suo “bellessere”: i due figlioletti Jameson Moon e Willow.

Cosa dice l’Organizzazione mondiale della sanità in fatto di salute e bellezza?

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia” [4]. Con tale nuova definizione l’O.M.S. allarga i confini da attribuire al concetto di salute, che non si definisce più in termini esclusivamente negativi di “nonmalattia“, ma va oltre spingendosi a toccare il concetto di benessere corporeo, interiore e sociale.

Laddove si arrivi a questo stadio di benessere, potremmo dire, olistico o “bellessere”, secondo il Dott. Spaltro, la distanza dalla bellezza è sempre più rarefatta. Quindi anche se non tutte le persone sane potranno definirsi belle da Oscar, è vero il contrario, ovvero le persone belle sono anche sane.

Le Miss mondo nella storia

Fatte tutte queste “doverose” premesse scorriamo, come si trattasse di archivi storici della bellezza, le donne che, a partire dagli anni ’60, hanno incarnato l’ideale di bellezzasuperlativa su scala mondiale per poi passare a delle considerazioni.

Anni ’60:

  • 1960 Norma Gladys Cappagli, Argentina;
  • 1961 Rosemarie Frankland, britannica;
  • 1962 Catharina Lodders, Olanda;
  • 1963 Carole Joan Crawford, Giamaica;
  • 1964 Ann Sidney, Regno Unito;
  • 1965 Lesley Langley, Regno Unito;
  • 1966 Reita Faria, India;
  • 1967 Madeleine Hartog Bell, Perù;
  • 1968 Penelope Plummer, Australia;
  • 1969 Eva Rueber-Staier, Austria.

Anni ’70:

  • 1970 Jennifer Josephine Hosten, Grenada, nel mar dei Caraibi;
  • 1971 Lucia Tavares Petterle, Brasile;
  • 1972 Belinda Roma Green, Australia;
  • 1973 Marjorie Wallace, Stati Uniti;
  • 1974 Anneline Krie, Sudafrica;
  • 1975 Wilnelia Merced, Puerto Rico;
  • 1976 Cindy Breakspeare, Giamaica;
  • 1977 Mary Stavin, Svezia;
  • 1978 Silvana Suarez, Argentina;
  • 1979 Gina Swainson, Bermuda.

Anni ’80:

  • 1980 Kimberly Santos, Guam, isola del Pacifico;
  • 1981 Carmen Josefina Leon Crespo (Pilìn Leòn), Venezuela;
  • 1982 Mariasela Alvarez Lebron, Repubblica Dominicana;
  • 1983 Sarah Jane Hutt, Regno Unito;
  • 1984 Astrid Carolina Herrera Irazabal, Venezuela;
  • 1985 Holmfriur Karlsdottir, Islanda;
  • 1986 Giselle Laronde, Trinidad e Tobago;
  • 1987 Ulla Weigerstorfer, Austria;
  • 1988 Linda Petursdottir, Islanda;
  • 1989 Aneta Kreglicka, Polonia.

Anni ’90:

  • 1990 Gina Tolleson, Stati Uniti;
  • 1991 Ninebeth Leal Jimenez, Venezuela;
  • 1992 Julia Kourotchkina, Russia;
  • 1993 Lisa Hanna, Giamaica;
  • 1994 Aishwarya Rai, India;
  • 1995 Jacqueline Aguilera, Venezuela;
  • 1996 Irena Skliva, Grecia;
  • 1997 Diana Hayden, India;
  • 1998 Linor Abargil, Israele;
  • 1999 Yukta Mookhey, India.

Attuale millennio:

  • 2000 Priyanka Chopra, India;
  • 2001 Agbani Darego, Nigeria;
  • 2002 Azra Akin, Turchia;
  • 2003 Rosanna Davison, Irlanda;
  • 2004 Maria Julia Mantilla, Perù;
  • 2005 Unnur Birna Vilhjalmsdottir, Islanda;
  • 2006 Tatana Kucharova, Repubblica Ceca;
  • 2007 Zhang Zilin, Cina;
  • 2008 Ksenia Sukhinova, Russia;
  • 2009 Kaiane Aldorino, Gibilterra;
  • 2010 Alexandria Mills, Stati Uniti;
  • 2011 Ivian Sarcos, Venezuela;
  • 2012 Wenxia Yu, Cina;
  • 2013 Megan Young, Filippine;
  • 2014 Rolene Strauss, Sudafrica;
  • 2015 Mirela Lalaguna, Spagna;
  • 2016 Stephanie Del Valle, Portorico;
  • 2017 Manushi Chhillar, India;
  • 2018 Vanessa Ponce, Messico.

Miss di ieri e di oggi: cosa sta cambiando?

Complice la stampa dell’epoca, abbiamo cercato di sondare, chi si celi dietro delle immagini mozzafiato che hanno fatto sognare, acceso passioni e infranto cuori. Quello che balza subito in evidenza è il diverso trattamento riservato dai rotocalchi alle miss di qualche buon decennio fa, rispetto ad oggi.

Oltre alle immagini, ai titoli di reginetta e a qualche dato anagrafico, poco più è dato sapere quanto a personalità, status sociale, curriculum vitae riguardo alle miss dei primi decenni analizzati. Tutt’altro discorso invece quando si comincia a tagliare la soglia degli anni ’80. Da qui in avanti si assiste ad una vera e propria escalation di notizie riguardanti le miss che le rendono sempre più “umane”.

La stragrande maggioranza fa della carriera di bellezza la locomotiva della propria vita, passando magari dal ruolo di modella ad attrice, raggiungendo nei casi delle indiane Aishwarya Rai (Miss mondo 1994), e Priyanka Chopra (Miss mondo 2000), l’ambito target di stelle del cinema internazionale, ma via via che ci si avvicina ai giorni nostri, si avverte un ulteriore cambio di passo.

Le miss, sulla scia, della filmica “Miss detective” personificata da Sandra Bullock, sembrano infatti sempre più “sdoganarsi” dal ruolo di reginetta con corona, scettro e sorriso da bambolina. C’è infatti chi ha dato vita a proprie attività imprenditoriali, chi si è data alla comunicazione investendo nello studio delle lingue, chi è diventata “Prima Cittadina”. È questo ad esempio il caso di Kaiane Aldorino, passata da Miss Mondo 2009 a sindaco di Gibilterra nel 2017.

Una tempra e una risolutezza che si erano già intraviste nei panni di bellissima mondiale, ma che poi unite ad un costante impegno politico e sociale, hanno fatto sì che la ex miss cambiasse “status” e si rendesse autrice della seguente dichiarazione: “da sola non posso cambiare il mondo, ma posso lanciare una pietra attraverso le acque per creare molte increspature”.

Miss mondo o miss diritto?

Le svariate miss indiane che si sono succedute nel ruolo di “bellissima” nel corso degli ultimi anni, sembrano pregne di un piglio tale da far loro segnare un vero e proprio cambio di paradigma. La Chopra (Miss mondo 2000), ironia della sorte, proviene proprio da uno degli stati, l’Haryana, con il peggior rapporto maschi-femmine del Paese.

L’infanticidio femminile sembra infatti una delle emergenze più terrificanti, stando alle varie agenzie non governative del territorio. Apprendere poi che proprio un’altra Miss indiana, Yukta Mookhey (Miss mondo 1999), dopo le nozze con il Principe Tuli del Nagpur, abbia deciso di divorziare a fronte delle problematiche divergenze culturali e personali, fa ancora più pensare.

Come del resto fa pensare l’agghiacciante storia che si celava nello sguardo spento di Linor Abargil (Miss mondo 1998) sulla quale venne usata violenza proprio pochi giorni prima dell’incoronazione. Riportando le sue stesse parole: “C’era la settimana della moda. L’uomo fu arrestato e rilasciato dopo pochi giorni dalla giustizia italiana. Ci volle il clamore sul mio personaggio, per vederlo finire in un carcere israeliano”.

Da quella violenza, i processi, un film sullo stupro subito a Milano e ora la miss israeliana è attivista e avvocato a tutela dei diritti delle donne. Un “trend” quello delle donne belle fuori e intelligenti dentro che prosegue anche con Vanessa Ponce de Leon, Miss mondo 2018. La ventiseienne, dal sorriso smagliante, è di origine messicana. Del suo profilo colpisce il fatto che in parallelo con l’attività di modella, porti avanti la direzione di un centro di riabilitazione per donne in difficoltà. La ong si chiama “Migrantes en el Camino”.

Una miss che ha alle spalle lo studio del commercio internazionale e una specializzazione in diritti umanitari. Il concorso sembra poi averle fornito pure l’occasione per rendersi portavoce di un altro progetto in cantiere, finalizzato all’aiuto di migranti e bambini.

Per dirla in greco “Kalós kái agathós”, letteralmente “bello e buono”: questi erano i caratteri della bellezza secondo la concezione greca arcaica, ma che a quanto pare possono anche oggi prendere forma che in questo caso diventa una bella forma.
Di Maria Teresa Biscarini