Agricoltura: Emiliano a Roma all’Audizione (Regioni) su riforma Agea

Audizione della Conferenza delle Regioni presso la Commissione Agricoltura della Camera per l’esame del Dlgs di modifica del Dl 21/05/2018 n.74), sulle disposizioni integrative e correttive alla riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – AGEA e per il riordino del sistema dei controlli nel settore agroalimentare.
Ha guidato la delegazione il coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia.
“Abbiamo sottolineato come nella riforma dell’Agea, – spiega Emiliano – ci siano elementi normativi e applicativi controversi, che comportano anche problemi interpretativi. Questa poca chiarezza può inficiare la stessa gestione di un organismo dedicato ad importanti erogazioni in agricoltura, ricordo che stiamo parlando dell’ente pagatore di tutti i fondi europei.
Pesa la mancata concertazione preventiva con le Regioni – evidenzia Emiliano – che invece avrebbe permesso di sciogliere alcuni nodi e di condividere così il percorso riformatore. Ora bisogna acquisire ulteriori elementi chiarificatori dell’impatto della riforma sul sistema regionale.
Gli agricoltori italiani meritano infatti maggiore trasparenza nei processi decisionali e soprattutto che le riforme parlino una sola lingua, quella della semplificazione senza creare ulteriori complicazioni.
Occorre pertanto lavorare in tal senso per facilitare la qualità del sistema, accelerando sui processi amministrativi per le erogazioni degli aiuti comunitari. Dobbiamo puntare tutti sulla piena efficienza.
Le Regioni sono quindi sempre pronte – aggiunge Emiliano – ad offrire il proprio contributo alla riforma, ritenendo indispensabile un incontro con il Ministro delle Politiche Agricole per affrontare le necessarie revisioni e chiarimenti. Non bisogna perdere altro tempo e favorire la leale collaborazione istituzionale. I testi possono essere migliorati, superando gli aspetti ancora critici.
In particolare abbiamo sottolineato l’esigenza di proporre alcuni correttivi per rendere il provvedimento più coerente con il DLgs 74/2018, ristabilendo il ruolo delle Regioni nella governance del sistema informativo, che le vede di fatto ora escluse.
Inoltre va garantito l’apporto delle Regioni nella futura organizzazione e va tutelata la piena autonomia nell’accesso alle informazioni e nelle scelte sull’aumento dell’efficienza del sistema dei pagamenti.
Quindi prima della nostra posizione in sede di Conferenza Stato-Regioni, abbiamo evidenziato al Parlamento come debba essere garantito che la trasformazione di SIN s.p.a in società in house al Ministero (Mipaaft) e la titolarità esclusiva dei dati SIAN allo stesso ministero non implichi per le Regioni la perdita di titolarità, proprietà e gestione dei dati raccolti ed elaborati tramite i propri sistemi informativi. La disponibilità dei dati deve essere resa non solo al Ministero ma anche a Regioni, Agea e agli Organismi pagatori regionali.
Così come l’aggiunta ad un sistema già abbastanza complicato di ulteriori interlocutori comporti un impatto immediato organizzativo e diverse capacità operative di coordinamento e gestionali. Le Regioni sono quindi preoccupate – conclude Emiliano – dall’incertezza dei ruoli e sui possibili ritardi nella contrattualizzazione dei tecnici di supporto”.

Agricoltura: Emiliano a Roma
all’Audizione (Regioni) su riforma Agea

Audizione della Conferenza delle Regioni presso la Commissione Agricoltura della Camera per l’esame del Dlgs di modifica del Dl 21/05/2018 n.74), sulle disposizioni integrative e correttive alla riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – AGEA e per il riordino del sistema dei controlli nel settore agroalimentare.
Ha guidato la delegazione il coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia.
“Abbiamo sottolineato come nella riforma dell’Agea, – spiega Emiliano – ci siano elementi normativi e applicativi controversi, che comportano anche problemi interpretativi. Questa poca chiarezza può inficiare la stessa gestione di un organismo dedicato ad importanti erogazioni in agricoltura, ricordo che stiamo parlando dell’ente pagatore di tutti i fondi europei.
Pesa la mancata concertazione preventiva con le Regioni – evidenzia Emiliano – che invece avrebbe permesso di sciogliere alcuni nodi e di condividere così il percorso riformatore. Ora bisogna acquisire ulteriori elementi chiarificatori dell’impatto della riforma sul sistema regionale.
Gli agricoltori italiani meritano infatti maggiore trasparenza nei processi decisionali e soprattutto che le riforme parlino una sola lingua, quella della semplificazione senza creare ulteriori complicazioni.
Occorre pertanto lavorare in tal senso per facilitare la qualità del sistema, accelerando sui processi amministrativi per le erogazioni degli aiuti comunitari. Dobbiamo puntare tutti sulla piena efficienza.
Le Regioni sono quindi sempre pronte – aggiunge Emiliano – ad offrire il proprio contributo alla riforma, ritenendo indispensabile un incontro con il Ministro delle Politiche Agricole per affrontare le necessarie revisioni e chiarimenti. Non bisogna perdere altro tempo e favorire la leale collaborazione istituzionale. I testi possono essere migliorati, superando gli aspetti ancora critici.
In particolare abbiamo sottolineato l’esigenza di proporre alcuni correttivi per rendere il provvedimento più coerente con il DLgs 74/2018, ristabilendo il ruolo delle Regioni nella governance del sistema informativo, che le vede di fatto ora escluse.
Inoltre va garantito l’apporto delle Regioni nella futura organizzazione e va tutelata la piena autonomia nell’accesso alle informazioni e nelle scelte sull’aumento dell’efficienza del sistema dei pagamenti.
Quindi prima della nostra posizione in sede di Conferenza Stato-Regioni, abbiamo evidenziato al Parlamento come debba essere garantito che la trasformazione di SIN s.p.a in società in house al Ministero (Mipaaft) e la titolarità esclusiva dei dati SIAN allo stesso ministero non implichi per le Regioni la perdita di titolarità, proprietà e gestione dei dati raccolti ed elaborati tramite i propri sistemi informativi. La disponibilità dei dati deve essere resa non solo al Ministero ma anche a Regioni, Agea e agli Organismi pagatori regionali.
Così come l’aggiunta ad un sistema già abbastanza complicato di ulteriori interlocutori comporti un impatto immediato organizzativo e diverse capacità operative di coordinamento e gestionali. Le Regioni sono quindi preoccupate – conclude Emiliano – dall’incertezza dei ruoli e sui possibili ritardi nella contrattualizzazione dei tecnici di supporto”.