Ad Altamura ferramenta vendeva online d.i.p. a peso d’oro: sequestro preventivo

La Guardia di Finanza di Altamura con il Gruppo Guardia di Finanza di Bari, a seguito di disposizioni della Procura del capoluogo pugliese, hanno eseguito un ordine di sequestro preventivo nei confronti di un azienda all’ingrosso di Altamura che commercializza prodotti di ferramenta.

Agli atti si contestano azioni speculative e truffa riguardo la vendita di mascherine, conosciuti meglio in questo periodo come dispositivi di protezione individuali causa emergenza covid-19 . I militari delle Fiamme Gialle hanno verificato nelle indagini , in corso dallo scorso 9 marzo, diverse manovre speculative nella provincia di Bari e nella provincia della Bat per poi arrivare anche al commerciante di Altamura. La manovra speculativa è risultata subito chiara e messa in atto approfittando del momento critico e del clima che si era creato dai primi avvertimenti sulla epidemia in corso. La commercializzazione delle stesse mascherine avveniva anche online con un enorme ricarico e ci furono di già dei sequestri da parte delle stesse Fiamme Gialle. In questa ultima occasione furono acquisiti documenti relativi alle vendite effettuate negli ultimi sei mesi.

Successivi approfondimenti hanno permesso di ricostruire, per ogni singola tipologia di mascherina (FFP1, FFP2 e FFP3), tutte le operazioni commerciali effettuate dal negoziante e di calcolare le variazioni percentuali di ricarico relative alle diverse vendite effettuate durante l’evoluzione dell’epidemia. In questo modo, i militari hanno accertato la vendita illecita di 4000 mascherine a cui era stato applicato il ricarico sbalorditivo del 1535%. Le indagini, inoltre, hanno consentito di scoprire una vera e propria truffa commessa on-line, perchè la ferramenta aveva pubblicizzato la vendita di confezioni contenenti 5 mascherine di protezione FFP3 ad un prezzo complessivo di € 199,90, di cui 99 per il prodotto e 100 per la spedizione. Un prezzo incredibile che è stato però pagato, da molti utenti –  terrorizzati dalla situazione del momento –  che tra le meni si sono ritrovati un dispositivo all’inverosimile costo di €40. L’esercente ha indotto palesemente in errore l’ignaro e impaurito consumatore conseguendo un ingiusto vantaggio patrimoniale (ora sequestrato) mettendo in serio pericolo il mercato di tali prodotti in questo momento così difficile.

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